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Tanti auguri Madiba, che i nostri necrologi ti allunghino la vita

Madiba
Un uomo che ha sfidato l’apartheid, il potere dei bianchi, l’ingiustizia, 27anni di solitudine carceraria e lo spirito di vendetta della sua stessa parte, non poteva che prendersi allegramente gioco di quell’industria globale che già aveva organizzato la sua dipartita. A dispetto dei nostri coccodrilli, oggi Nelson Mandela compie 95 anni.

  Per cominciare l’orribile famiglia che si ritrova, impegnata a spartirsi la parte materiale dell’eredità popolare che Nelson Mandela lascerà: mausoleo, visitor center, biglietti, gadgets, alberghi e ristoranti attorno. Poi noi, i media. Da mesi network televisivi globali e locali pagano migliaia di dollari per occupare le “locations” migliori. Sborsando cachet da calciatore del Paris Saint Germain, si sono assicurati le interviste esclusive di parenti e amici della buonanima in pectore.

  Anche i giornali si sono scaldati, dando per certo che Madiba stesse per morire. Paginate intere sono già pronte per essere mandate in stampa. Qualcuno ha preparato un instant book su vita, parole e opere del caro non ancora estinto, nella speranza di guadagnarci anche qualcosa dalla Grande Morte. Ragazzi, noi dell’editoria siamo in crisi, non fate gli schizzinosi.

  Non sto scaricando su altri colleghi colpe
che sono anche mie. Da tempo partecipo in marsina al corteo funebre. Ho già
scritto due coccodrilli per il mio giornale (uno politico e uno più economico),
uno per il sito, uno per questo blog e uno anche per l’Ispi, l’Istituto di
Studi di Politica Internazionale, che ha preparato un suo dossier speciale su
Mandela.

  Nel giornalismo anglosassone lo chiamano con
più eleganza obituary. Noi con più
onestà coccodrillo. Poiché questi pezzi si scrivono a freddo, prevedendo che il
soggetto sia prossimo alla fine, e che la morte non abbia orari di chiusura
come i listini di Borsa, occorre fingere emozioni che ancora non sono presenti.
Lacrime di coccodrillo, appunto. Un coccodrillo di solito è indulgente anche
con le personalità negative perché la morte, alla fine, è azzeramento e
perdono. Ma questo non è evidentemente il caso di Mandela.

  Non è facile scrivere di un morto che è
ancora vivo. Ancora di più lo è per un uomo come Nelson Mandela che amo
intensamente; che è stato la parte più gioiosa della mia carriera
professionale: l’unica vicenda che ho seguito nella quale ha vinto chi lo
meritava.

  Mi rende felice sapere che oggi Madiba compie
95 anni e che – parole di Thabo Mbeki – potrebbe anche essere dimesso
dall’ospedale e tornare a casa. Ancora più felice sapere che i miei coccodrilli
compulsivi non gli hanno menato gramo ma, al contrario,  insieme a tutti gli altri gli hanno portato
fortuna.

  Ci hai fregato e ne siamo entusiasti. Buon
Compleanno dunque, Tata Mandela. Augurarti cento di questi giorni sarebbe una
bugia inverosimile: daccene solo ancora un po’ di questi giorni di festa. Imini emnandi kuwe, Madiba. E’ buon
compleanno in Xhosa. L’ho copiato da Internet.

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  • carl |

    L’avere un piede nella tomba e poi aver l’aria di tirarlo fuori, sembra accomunare l’ultima fase esistenziale sia del nostrano Andreotti che dell’africano Mandela..
    Ma la parvenza, forse, finisce lì. Mandela infatti si è fatto un bel pò di anni di galera.. E, dunque, pur avendo un nome facente rima con il noto refrain:
    “..E la vita l’è bela, l’è belaaaa…Basta avere l’ombrela, l’ombrelaaaa..:o)
    Mandela, il refain in questione non l’ha potuto canticchiare.. Mentre il nostrano e “debrouillard” Andreotti, nonostante non si chiamasse Andreola.. lui sì che l’ha potuto canticchiare e pure a lungo, almeno umanamente parlando..:o)

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