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Ha rivinto “Barry”. Il mondo non sarà migliore ma almeno non peggiora.

Barry
L’uomo che ha vinto non è solo il candidato democratico. E’ il presidente che tutti volevano: dagli alleati più stretti agli interlocutori di contese geopolitiche e commerciali, fino probabilmente a qualche nemico reale. E’ sempre meglio litigare con qualcuno come Barack Obama che invita al dialogo piuttosto che un avversario come Mitt Romney che aveva promesso alla Russia di ricominciare con la Guerra fredda, alla Cina di trattarla come un ladro di valuta, all’Egitto di tagliare gli aiuti economici, all’Iran di bombardare insieme agli israeliani.

  Se fuori dagli Stati Uniti una maggioranza schiacciante del mondo si augurava la riconferma di Barack Obama, questo forse vorrà dire qualcosa. Cosa sarebbe accaduto se invece l’America avesse scelto Mitt Romney? Nel mondo niente più delle incertezze e dei conflitti di ieri, che oggi continueranno ad esistere. Perché non è la semplice riconferma di Barack Obama che li risolverà: il presidente democratico non è un re taumaturgo.  E la vittoria non basterà per liberarsi degli ostacoli che continueranno ad essere frapposti da un Congresso ancora a maggioranza repubblicana.

  Ma se l’America avesse scelto Romney contro il consiglio del resto del mondo, il problema sarebbe stato soprattutto suo, dell’America. Il suo ruolo di unica superpotenza globale sta lentamente scemando: non per la fine di un modello ma perché il mondo sta semplicemente diventando multipolare. Non è qualcosa che accade da un giorno all’altro: è un lento processo storico che continuerà a lasciare agli Stati Uniti il primato mondiale per molto tempo ancora.

 Ma se fosse stato scelto Mitt Romney, questo trend sarebbe stato accelerato: i nemici si sarebbero convinti che non esiste possibilità di compromesso con quell’America; chi ha conteziosi con lei avrebbe irrigidito le sue posizioni sapendo di trovare un concorrente che avrebbe reso più ostiche le sue; e gli amici sarebbero rimasti delusi, incominciando a dubitare che quell’America inutilmente muscolosa promessa dai repubblicani, meritasse di guidarli.

  Non è successo e le cose nel mondo incominciano a riprovare il senso della speranza. Da oggi non viviamo in un posto migliore: semplicemente non peggiorerà. E questo, un po’, è già un miracolo.  

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  • carl |

    Postilla per charlie charlie
    Sì l’ho letta quella del 14% di tasse del Romney. Comunque ben prima della comparsa di Romeny sono state le grandi corporations a delocalizzare, grazie alla globalizzazione, mala e pure figlia di N.N: (non ho ancora sentito dire chiaramente chi ne sia o siano stati i progettisti e gli sponsors..Anzi, ho sentito tre versioni diverse)
    Quello che tra altre cose mi chiedo, e ne dubito assai, è se l’amministrazione USA unitamente a quella UK daranno il loro accordo affinchè sia possibile mettere in atto quel minimo di contabilità e controllo dell’irresponsabile finanza internazionale.
    Alla prossima.

  • carl |

    Cari amici/dottor Tramballi e charlie charli) giratela come volete o come meglio vi pare.. Ma, in questo mondo darwiniano, come recitava il Tognazzi, secondo copione in una scena del film “I mostri” (se ben ricordo) : “Il mondo è tondo e chi non sa nuotare va a fondo..”
    E USA o non USA, “Il caso e la necessità” sono sempre dietro l’angolo e bisogna cavarsela nel migliore dei modi, in un modo cioè degno della razionalità umana e non solo del suo dito prensile.. E, in ogni caso, non certo come un elefante che si sia intrufolato in un’esposizione di ceramiche..:o)
    Sorrido, lasciando come al solito il tempo che trovo..L’ufficio meteo di Tramballi dice che è stazionario..:o) Speriamo nell’anticiclone..

  • charlie charlie |

    Caro Ugo, hai proprio ragione: ci e’ andata bene!! Ed hai tanto piu’ ragione quando dici “semplicemente non migliorera’”. Non so dove vive il sig. Carl, ma io che vivo in America mi chiedo se il sig. Carl lo ricordi (o conosca) il il ticket del duo Romney-Ryan e la bonta’ del loro programma, ripetuto a botte di miglioni di dollari su tutte le TV locali da un simpatico Romney: “Abbiate fiducia in me perche’ sono un imprenditore e so come si gestiscono le aziende.” Al sig. Carl forse importa poco o non sa che l’ex governatore del Massachussets pagasse il 14 per cento di tasse rispetto al 35 pagato dalla sua segretaria. Oppure che avesse esportato migliaia di posti di lavoro in Cina, che si fosse augurato che l’industria automobilistica americana andasse in bancarotta, ecc. ecc.
    Caro Ugo sono proprio daccordo con te: non sara’ un mondo migliore, ma almeno non peggiorera’ ulteririormente.
    Charlie

  • carl |

    “Da oggi non viviamo in un posto migliore, semplicemente non peggiorerà.”
    Dott. Tramballi, non esageriamo..L’emozione compresa quella da “elezioni”, può ottundere la razionalità.
    Personalmente direi piuttosto: “Speriamo che l’amministrazione “USA e soci” riescano a far fronte nel migliore dei modi alle trappole, le grane reali, i problemi veri, ecc. che ha già sul suo cammino nazionale, globale, storico.. e così pure a quelli -forse, o in parte, non ancora in essere- che dipenderanno (come dire?) da : “Il caso e la necessità”..
    Carl

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