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Buon compleanno, Madiba. E grazie

Madiba
Nelson Mandela compie 94 anni. Sarò retorico ma non me ne importa niente: tanti auguri Madiba, grazie per continuare a darci l’onore di vivere in un mondo nel quale anche tu cammini. A fatica, forse non cammini più, forse anche la tua mente non è più lucidissima. La stessa mente che ti aveva permesso di resistere e umanamente crescere fra le sbarre, per 27 anni; la stessa che ti ha dato la forza di perdonare e guidare il nuovo Sudafrica. Ma grazie, grazie e grazie. Se un giorno avrò dei nipoti, potrò dire di aver vissuto abbastanza per averti visto e ascoltato.

  Per dare un valore universale alla retorica che fatalmente circonda Madiba Mandela, e nella quale sono felicemente precipitato senza provare vergogna, da due anni esiste il Nelson Mandela International Day. Lo ha proclamato l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Take action; insprire change; make every day a Mandela Day”, dice lo slogan. Il 18 luglio di ogni anno, il giorno del suo compleanno, chiunque nel mondo è invitato a compiere una buona azione verso i bisognosi di ogni natura: di cibo, aiuto economico, giustizia, libertà. Ma se poi, nella propria vita, si fa un Mandela Day ogni giorno, la cosa non fa male a nessuno.

  E’ difficile sfuggire alla retorica quando si parla di Mandela, se ne conosciamo la storia. Quando uscì “Invictus”, il racconto della prima vittoria del primo Sudafrica multirazziale nel mondiale di rugby (24 giugno 1995, Ellis Park, Johannesburg, battuta la Nuova Zelanda 15 a 12. Beh, io c’ero), sul Corriere della Sera il mitico Mereghetti si lamentò. Il film diretto da Clint Eastwood, scrisse più o meno nella sua recensione, era troppo elogiativo con Mandela.

  Aveva ragione, anche se non capiva. Non capiva che non si può parlare male di Mandela. Non perché è vietato ma perché non esistono le ragioni di critica storica o politica per farlo. Gli errori che Nelson Mandela ha commesso in più di 60 anni di lotta all’apartheid, li ha già ammessi e corretti lui stesso, scusandosi. Anche con i suoi nemici e chi lo aveva tenuto in galera per 27anni.

  Buon compleanno Madiba. Resta con noi più che puoi.

 

 

 

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  • carl |

    Bravo tontoetc..
    Guarda che non tutti capiscono “Omnia pretium habent”, nemmeno tutti i lettori de IlSole24Ore. Figurati che ne conosco che, appena comprata la copia domenicale, si affrettano a buttar via nel primo cestino che trovano il Supplemento culturale..:o) Mala tempora currunt.. e cioè: “Brutti sono sti tempi”
    Carl

  • tontoperonotantot |

    ..Pardon, mi correggo..
    ARCANA IMPERII e non arcani imperii.. Cosi in effetti venivano definiti negli ambienti che contavano, nei salotti bene, nei party delle Ambasciate, etc.

  • tontoperonotanto |

    Potrei anche essere d’accordo sul fatto che all’interruzione dello sviluppo del nucleare in SudAfrica non sia estranea la prospettiva di una classe politica indigena e una conseguente volontà (WASP?), non esplicitamente espressa, come spesso accade.. I famosi “arcani imperii”d’antan…Oggigiorno non solo privi di una definizione precisa e aggiornata, ma anche del tutto ignoti.. salvo fughe tipo Wikileaks o altre..
    Quello che invece non bevo è la faccenda degli scienziati del World Watch che da tempo, troppo tempo, ripetono che stiamo per sentire i rintocchi della fatifica mezzanotte storica.. Le masse, in genere, non sono in grado di capire i loro ragionamenti e li seguono assai poco, preferendo come al solito i “circenses” ossia l’entertainment, il gossip, il calcio e quant’altro di superficiale offra la ditta di turno.. Inoltre, credo che gli ambienti scientifici abbiano in parte dilapidato la propria credibilità, prima col famoso buco dell’ozono, poi coll’incertezza e gli effetti paradossali dell’effetto serra..E altro ancora. Quanto all’atomo bellico, certo ci si è messa anche l’iniziativa privata o terrorismo, ma se non ha potuto procurarsi o comprare qualche ordigno (o del materiale fissile arricchito al 90%) nel corso dei caotici anni che hanno fatto seguito alla dissoluzione dell’URSS..Beh, in teoria è più difficile che possa farlo ora, anche se c’è chi ha rispolverato l’imperial motto “Omnia pretium habent”, sopratutto in occidente.
    Si vedrà.

  • carl |

    Caro mdpanurge, il testimone che vorresti passare ad altri parrebbe scomodo..
    Buona la battuta sul fardello dell’uomo bianco.. Anche Voltaire l’apprezzerebbe..:o)
    Ma forse non tutti i lettori del blog (e del Sole24Ore..) sanno che detto “fardello” è una pensata, anzi una sorta di poemetto di R.Kipling, si proprio quello di Kim e del “Grande Gioco”.. Un Grande Gioco che continua come non mai sullo scacchiere mondiale.. Ovviamente, Kipling non poteva immaginare che l’atomo, con i suoi annessi e connessi, sarebbe prepotentemente entrato a far parte di detto Gioco..
    Quanto al SudAfrica, non era certamente difficile capire che prima o poi sarebbe subentrata una classe politica indigena.. Ragion per cui..
    Ma, SudAfrica o non SudAfrica, in ogni caso rimane altrettanto certo che l’uomo bianco intende continuare a portare il grosso del fardello nucleare..Ovviamente, intendo il suo lato più oscuro, quello bellico. E per il momento la carovana dell’uomo bianco e degli altri portatori che via via vi si sono aggregati (USA,Russia,UK,F,Cina,Pakistan,Inbdia,IL,Korea del Nord e chissà(?) anche qualche privato..) continuano a girare in tondo col pianeta..
    Gli scienziati del World Watch continuano a ripetere che l’ora è tarda. Secondo loro saremmo, metaforicamente, alla mezzanotte meno cinque.. Personalmente invece direi che i minuti mancanti potrebbero essere anche una quindicina.. Insomma un quarto d’ora, come cantavano in coro i soldati del Sieur di Lapalisse il quale “era ancora vivo un quarto d’ora prima di morire..”.
    Carl

  • mdpanurge |

    Quod erat demonstrandum..E’ proprio vero che non c’è 2 senza 3..
    Rieccomi qui, ricordando il precedente pezzo che Tramballi (il 3 marzo u.s.) dedicò al SudAfrica.. Allora chiesi lumi sull’industria aurifera, diamantifera e, last but not least, su quella nucleare…
    Ma rimasi al buio. Quaesivi et non inveni..per dirla forbitamente.
    Eppure meriterebbe anche più di una spiegazione il fatto che l’industria nucleare non abbia continuato a svilupparsi.. Ma forse è lapalissiano, nel senso che fintanto che è ancora vivo, il fardello del nucleare lo vuol portare solo lui : l’uomo bianco.. E nel SudAfrica prima o poi c’era da aspettarsi l’avvento dell’uomo nero..O, diciamo, di colore, o coloured.. Sebbene il Paese sia stato e sia in parte rimasto un crogiuolo di svariate etnie.
    Perfino di bianchi ce n’erano di tutti i “colori”.. Calvinisti, ugonotti, anglicani.. Insomma,tutti riformati o presunti tali e/o etichettati come tali, che ritennero di avere trovato una seconda America.. un nuovo rifugio o asilo politico/religioso da padri pellegrini..
    Per fortuna che agli indigeni non accadde la sorte che ebbero i nativi americani.. O almeno in Sudafrica ne rimasero vivi di più che in America del Nord.. seppure anche in S.A prese piede, sotto altro nome, il concetto delle riserve indiane..
    Bene, ora vorrei veramente passare il £”testimone” a qualcun’altro..
    Sennò son solo io a jouer tutti i ruoli di una 4×100 di commenti ad ostacoli..

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