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Anno Primo D.C. (Dopo Covid)

superpowers
“Mostratemi un uomo che crede di essere obiettivo e io vi mostrerò un uomo che sta ingannando se stesso”. La riflessione di Henry Luce, fondatore nel 1932 del settimanale Time, doveva servire ai giornalisti e ai loro lettori. Ma credo possa essere utile anche al falò delle vanità e degli egoismi della politica internazionale.

Non c’è leader al mondo che stia affrontando l’emergenza del coronavirus senza pensare a come guadagnarci quando sarà finita. Naturalmente chi è alla guida di un sistema democratico è per natura e non solo per obbligo, più spinto alla salute dei cittadini e alla trasparenza. Satrapi, dittatori e autocrati hanno mano più libera. Non mi riferisco a personaggi minori come l’ungherese Victor Orban o il filippino Rodrigo Duterte. Penso a chi determina e presumibilmente continuerà a definire le grandi aree della geopolitica.

Qualche settimana fa sul New York Times Thomas Friedman sosteneva che non il 2001 (gli attentati dell’11 settembre) ma il 2020 sarà un anno di “divisione storica”, l’inizio di un nuovo evo ancora senza nome: “Avanti Corona” e “Dopo Corona”. Come la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, per il medioevo; o l’età contemporanea iniziata nel 1789 con la Rivoluzione Francese. Data per buona questa suggestione, come si presentano in quella nuova i grandi protagonisti dell’età teoricamente finita?

Russia – L’esempio più evidente d’interesse privato in atto pubblico è l’uso del virus fatto da Vladimir Putin. Come fosse anni luce dalla pandemia, la Russia ha benevolmente distribuito aiuti sanitari ovunque servisse alla sua geopolitica. Gli ospedali russi vivono la stessa emergenza degli altri, mancano medici, ventilatori e mascherine. Per non intaccare la sua immagine di re taumaturgo, Putin ha semplicemente scaricato le responsabilità sugli altri: il primo ministro, gli imprenditori, i lavoratori. Nel mondo Dopo Covid, se sovranisti e isolazionisti d’Europa guarderanno alla cristianissima Russia come a un faro, il pericolo è che forse saranno i russi a non considerare più Putin la loro guida. Nel nuovo evo la Russia continuerà a essere il gigante dai piedi d’argilla del vecchio.

Cina – Uscito per primo dall’emergenza più dura, anche Xi Jinping distribuisce aiuti a tonnellate, sperando intanto di controllare in casa la decrescita economica già visibile. Tuttavia anche i più entusiasti del fenomeno economico cinese, non potranno dimenticare la mancanza di trasparenza sul numero reale di vittime e di contagi: un’ambiguità che ha reso più difficile affrontare la pandemia in Italia, nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. Il primo dei molti eroi della crisi globale si chiamava Li Wenliang: era il medico di Wuhan che aveva denunciato l’esistenza del virus già nel novembre 2019. E’ stato denunciato come un nemico del popolo ed emarginato per essere rimandato poi in corsia a morire. Come può diventare la superpotenza credibile del nuovo evo, un regime così pericolosamente opaco?

Stati Uniti – “Mio Dio! Questa è l’America?”, si chiedeva la scrittrice indiana Arundhati Roy, dopo averne elencato la totale impreparazione, la superficialità e l’egoismo verso vicini e alleati già in piena crisi. Di fronte alla pandemia Donald Trump sta dimostrando di essere come Herbert Hover nella Grande Crisi del 1929: un presidente gravemente inadeguato. Senza l’intervento dei democratici il bazooka economico da 2mila miliardi presentato dall’amministrazione, avrebbe protetto il grande business, i Ceo e i loro azionisti ma non la piccola e media impresa, i lavoratori dipendenti e i poveri. I provvedimenti originali riguardavano anche le grandi catene alberghiere come le Trump Towers. Facendo parte di quel settore, Donald Trump si era anche rifiutato di promettere che, come presidente, non avrebbe usufruito dell’aiuto.

Il piano è stato corretto, Trump ha perfino ordinato alla Ford di produrre mascherine e respiratori. Continuando però a rimanere ambiguo come un presidente degli Stati Uniti non dovrebbe essere in tempi di crisi. Un suo impellente desiderio è probabilmente licenziare il dottor Antony Fauci, il responsabile scientifico della lotta al virus, come tutti coloro che in questi tre anni hanno contraddetto le sue pericolose decisioni: consiglieri per la sicurezza nazionale, chief of staff della Casa Bianca, generali, segretari di Stato, Difesa, Giustizia. Se il virus permetterà le elezioni presidenziali di novembre, diversamente da russi e cinesi, gli americani avranno l’opportunità di cambiare.

UE – L’Unione di paesi sovrani con la più alta possibilità teorica di diventare un modello politico ed economico per il futuro, è entrata nel nuovo evo nel peggiore dei modi. La pandemia è di tutti ma molti la affrontano per conto loro, continuando a pensare agli interessi nazionali (almeno per ora). Tuttavia, quando giustamente critichiamo l’egoismo tedesco e olandese, con uguale onestà dovremmo ricordare a noi stessi cosa è l’Italia: un paese con un’evasione fiscale da 110 miliardi l’anno, un debito al 130% del Pil, incapace di fare riforme. Anche nel momento in cui la solidarietà dovrebbe contare di più, se foste tedeschi, quanto vi fidereste dell’Italia?

 

 

http://www.ispionline.it/it/slownews-ispi/

 

 

Allego un reportage da Calcutta, pubblicato nell’inserto culturale del Sole 24 Ore nella pagina curata da @ElianaDiCaro

https://www.facebook.com/ugo.tramballi.1/posts/2555152621255445

 

 

  • Neha sharma |

    Great Post Thanks For Sharing Keep It Up

  • Kajal Jain |

    Beautiful Job, Great Post Very Easy To Read Thanks For Sharing

  • habsb |

    Ed ecco che anche il Covid diventa pretesto per la consueta propaganda anti-Trump del dr. Tramballi.
    Di quale malefatta è accusato oggi il solo leader democraticamente eletto fra quelli nominati (ne’ Putin ne’ Xi, ne’ van Leyen lo sono salvo errore) ?
    Di intenzioni non realizzate, parrebbe.
    Di aver “pensato” di non aiutare le piccole e medie imprese, di aver “pensato” di licenziare Fauci.
    Se Trump fa qualcosa, lo si accusa di una malefatta. Se non la fa, lo si accusa di aver pensato di farla.

    Vediamo un po’ la gestione USA del COVID.
    L’indice di mortalità è del 5.5%, circa un terzo di quello francese o italiano, che la propaganda socialdemocratica qualifica di migliori sistemi sanitari del mondo.

    Viene invece passato sotto una benevola definizione di “ambiguità cinese”, il crimine contro l’umanità del regime di Pechino, che ha nascosto al mondo un virus presente fin da agosto (secondo le ultime riprese da satellite degli ospedali di Wuhan), e molto probabilmente uscito dai laboratori di guerra batteriologica di Wuhan ben noti in passato per lo scarso rigore nelle procedure di sicurezza.

    Per mesi hanno lasciato che il virus si propagasse nel mondo intero, in quello che non è molto diverso da un primo esperimento di guerra batteriologica, inevitabilmente associato a un numero particolarmente esiguo di “vittime collaterali” cinesi (ad oggi 4600, meno di metà del Belgio !!!!)

    Il nazionalsocialismo cinese è alla frutta, l’aperta contestazione della classe media di Hong Kong non si spegne e rischia di propagarsi ovunque.
    Mai d’altronde le dittature hanno resistito più di qualche generazione, Prima o poi sono implose (URSS, Franco, Pinochet, Castro, Salazar..) o si sono lanciate nella guerra (Bonaparte, Hitler). La guerra batteriologica sembra la via di uscita scelta da Xi Jinping.

    E’ urgentissimo chiudere ermeticamente le frontiere a qualsiasi nuovo arrivo di persone e merci cinesi, sia esso diretto o attraverso altre nazioni.

  • ca |

    Il pezzo è panoramico, quasi come se fosse quello trasmesso da un metaforico drone volteggiante nello spazio/tempo del nostro pianetino geopoliticamente diviso e suddiviso in aree diversamente abili e diversamente gestite… Comincio col convenire che i tiranni in genere, (siano essi satrapi, ecc.) hanno mano più libera da lacciuoli vari. Ma mi è impossibile non aggiungere che anche quelli delle aree democratiche sanno come fare altrettanto e possono contare su media, segretari e consigliori ancor più machiavellici che il cinquecentesco Niccolò…
    Ha fatto bene a citare il dottor Li Wenliang, (fedele agli impegni ippocratici) R.I.P. e nella memoria di chi l’abbia conosciuto. Chissà? Forse si è fidato del fatto che, trattandosi di un problema di natura medico-scientifico- epidemica, sarebbe stato debitamente ascoltato. Ma e se fosse accaduto nell’Italia nostra (o in quache altre area democratica) le “baronie accademiche & primariali” l’avrebbero ascoltato, oppure avrebbero escogitato e trovato il modo di non farlo (e, ovviamente, altrettanto impunemente)…?
    A parte di come evolverà la pandemia nell’emisfero sud del mondo, l’amletico interrogativo di fondo (e sullo sfondo postpandemico) è: “Saranno i preposti all’altezza dei compiti gestionali post Covid 19?” La pandemia è stato un cosiddetto “cigno nero” ed infatti ha trovato ogni “gabinetto” impreparato (insufficenza di posti, di respiratori meccanici e, last but not least, anche delle ben più elementari e assai meno costose mascherine, ed altro ancora) Mentre di enormemente più costosi e complessi armamentari traboccano i magazzini e bunkers di centinaia e centinaia di basi militari, bunkers, aerei, navi di superficie e sottomarine, ecc. E di malavoglia concludo con l’aneddoto del capitano di una portaerei democratica che, in tempo di “pace”, avendo voluto sbarcare/ospedalizzare un centinaio dei 1700 e rotti sottoposti ha perso il posto..
    Season’s greetings (o pasquali, per chi li preferisca).

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