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L’Italia, il virus e il mondo

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L’Italia si ricorderà dei paesi che l’hanno aiutata in questo momento difficile, prometteva Luigi Di Maio. Nelle parole del nostro ministro degli Esteri era implicita la messa all’indice di quelli che invece non l’hanno fatto. Non siamo un paese che si può permettere di minacciare: non ne abbiamo la fama, ci mancano la cattiveria e la forza per spaventare qualcuno.

Tuttavia, veloce quanto la diffusione mondiale del virus, in pochi giorni il paese fino a ieri untore, è diventato un modello di virtù. Tutti parlano del nostro sistema sanitario e di quanto un paese democratico si possa avvicinare al metodo cinese per combattere il contagio, senza perdere i suoi valori di libertà e trasparenza.

In un articolo al Times of India, l’ambasciatore italiano a Delhi, Vincenzo de Luca, ha ricordato come il nostro governo sta agendo sul “principio della trasparenza” e condividendo con la comunità internazionale tutti i dati e le statistiche dell’infezione. Agli indiani che anche loro ci avevano sbarrato le porte, l’ambasciatore ha spiegato che l’anno scorso il nostro sistema sanitario era il secondo al mondo, come dice l’Index Global Health di Bloomberg.

L’Italia così affezionata alla dolcezza della sua vita e all’evasione delle regole, è diventata una comunità disciplinata e pronta al sacrificio per il bene collettivo. Non solo nazionale ma europeo e occidentale, visto che i nostri alleati transatlantici e della Ue ora devono “solo” trovare il coraggio di imitare i nostri sacrifici contro la diffusione del corona.

I partner europei più antichi – quelli nell’Ovest del continente – hanno più o meno tenuto aperte le loro frontiere; quelli dell’Est o governati (l’Austria) da un esecutivo che fino all’anno scorso comprendeva i neo-nazisti, hanno pensato solo a loro stessi. Ammettiamolo, fossero stati loro il focolaio del virus, nemmeno noi avremmo aperto le nostre porte. Ma c’è modo e modo di farlo. Loro lo hanno fatto come al solito nel modo peggiore. Se prima di finire nel mausoleo sulla Piazza Rossa al posto di Lenin, nel corso della sua presidenza a vita Vladimir Putin pensasse di ripristinare una specie Patto di Varsavia, dovremmo riconsegnargli i suoi vecchi alleati dell’Est.

Poi ci sono gli Stati Uniti che senza consultare gli amici da questa parte dell’Atlantico, hanno fermato tutti i voli europei. E’ l’America di oggi che pensa di risolvere con un muro tutti i suoi problemi, virus compreso. Aumentano tuttavia le possibilità che la presidenza Trump non duri per più di un mandato.

Ma ciò che più ci deve importare è la UE. Perché è casa nostra: se fermiamo il virus a Milano ma poi si diffonde a Parigi, Berlino o Madrid, i nostri sforzi non saranno serviti a nulla. In un articolo su Politico del 3 marzo, l’ambasciatore italiano a Bruxelles, Maurizio Massari, ricorda che quando l’Italia ha chiesto ai membri dell’Unione di fornire equipaggiamento medico, nessuno ha risposto. E’ umiliante per i valori della nostra Unione che gli unici ad aiutarci siano stati i cinesi. L’epidemia si combatte con tutto ciò che serve ma anche con “coraggio politico, visione e solidarietà”.

L’articolo è stato scritto poco prima che Ursula von der Leyen risvegliasse se stessa e l’intera Commissione europea dal torpore burocratico; che confermasse l’aumento della flessibilità del Patto di stabilità. Ma non basta ancora. Come scrivevo nel precedente post (Geopolitica del virus”), sul corona la Ue non gioca solo la sua credibilità ma la sopravvivenza. Presa forse dall’ansia, l’altra sera una collega del TG2 esortava la UE a mettere in campo una task force, a usare “i caschi blu”. E’ il bello della diretta o forse solo la dimostrazione che non si dovrebbe mai smettere di studiare.

E’ vero che come in politica estera e di difesa, anche sulla gestione della sanità i governi nazionali sono molto gelosi della loro sovranità. In qualche modo, tuttavia, la UE deve governare questa  emergenza non più solo italiana ma europea. E’ Massari che nel suo articolo spiega cosa accadrebbe in caso contrario: “Siamo esattamente di fronte a quel tipo di emergenza sulla quale un’ “Europa che protegge” deve dimostrare di poter fare. Se non ci svegliamo immediatamente, corriamo il rischio di essere ricordati dalla Storia come i leader del 1914 che, come sonnambuli, precipitarono nella I Guerra Mondiale”. Non c’è paese dell’Unione nel quale non ci siano governi o opposizioni sovraniste che aspettano solo questo.

 

 

http://www.ispionline.it/it/slownews-ispi/

 

Allego un articolo su Arabia Saudita e crollo del barile di petrolio, pubblicato sul Sole 24 Ore.

 https://www.ilsole24ore.com/art/riad-crollo-greggio-contro-riforme-mbs-ADgoU0B?fromSearch

 

  • fmwhatsapp |

    Coronavirus Disease (COVID-19) is a new global problem. This is our overview of the early research and data on the outbreak.

  • on movies |

    In general, the U.S. experience largely mimics China’s, with the risk for serious disease and death from Covid-19 rising with age. … Still, the most severe cases, and the highest rates of death, are among the elderly. Although 17% of the U.S. population is 65 or older, 31% of cases

  • habsb |

    sig. Tramballi

    sono triste per Lei, per l’odio che fa trasparire nel suo articolo, odio per i popoli dell’Est europeo che dopo decenni se non secoli di oppressione da parte del’orso russo cominciano appena a respirare.
    Rei di aver difeso il loro paese in modo serio e responsabile dal contagio, chiudendo le frontiere ai paesi già infetti.
    L’avesse fatto anche il notro governicchio respingendo per tempo tutti i viaggiatori provenienti dalla repubblica popolare cinese, ci saremmo risparmiati questa calamità.
    Odio per un analogo comportamento responsabile del presidente USA, che Lei spera veder sostituito da un bieco personaggio complice d’inqualifcabili intrighi in Ucraina.

    E per concludere una patetica invocazione al Deus ex Machina di Bruxelles che dovrebbe secondo Lei fare chissà cosa perché l’Italia ha avuto 15mila casi di influenza nei 2 mesi d’inverno.

    Le ricordo che secondo il ministero della Sanità “During the 2018-19 flu season, an estimated 8 million cases of influenza-like illness (ILI) underwent medical treatment in Italy, with a total observed incidence of 13.6% in the Italian population.”

    Di questo passo, con 15mila casi ogni due mesi, ossia 90 mila all’anno, forse in un secolo arriveremo a avere tanti casi di influenza quanti ne abbiamo avuti l’anno scorso.

    E quanto alla sua Europa, quella dei partner europei più antichi, si legga il discorso di Lagarde alla BCE, per valutare a che punto l’Italietta è considerata paese da sfruttare e saccheggiare come è stato dal 1500 in qua.

  • carl |

    Innanzitutto, grazie per le info sulla corte Saudita..Ad es.avevo letto dell’arresto dei due personaggi MbN e AbA, ma non c’era la notizia che si trattasse di due ex ministri dell’interno, uno dei quali aveva pure studiato presso il seminario FBI di Quantico, o un altro del genere… Poi devo confessare di avere forse sottovalutato il Covid 2019, prob perchè non causa quegli impressionanti sanguinamenti emorragici che caratterizzano altri virus (non coronati) come Ebola&Marburg, sfruttati da Hollywood…
    Inoltre Lei fa bene ad allertare sul fatto che in ogni paese UE ci sono realtà/aggregazioni/insiemi politici/quinte colonne in impaziente attesa di emergere ed intronizzarsi.
    Una battuta per stemperare.. Chissà se oltre a quello di Mandrake/L’uomo mascherato vedremo anche il “comic” del Presidente Mascherato..:o)?
    Infine, è prob che l’insieme sovran popolare di Visegrad si troverebbe spaesato in un riesumato P di Varsavia, che da parte sua la NATO (cioè chi per essa) potrebbe favorire.. Ma non va altresì dimenticato che la sola Russia ha tutti i mezzi bellici per crearne uno di autarchico, cioè senza alcun bisogno degli apporti dei paesi satelliti d’antan..

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