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Da Gerusalemme a Roma: Ambasciator non porta pena ma un conflitto d’interessi

nirenstein
Forse pensando di fare cosa grata agli italiani, qualche tempo fa Bibi Netanyahu aveva designato Fiamma Nirenstein come prossimo ambasciatore d’Israele a Roma. Fiamma è una giornalista nota, è stata deputata per Forza Italia in Parlamento dal 2008 al 2013, è un’autorevole personalità della comunità ebraica italiana.

Invece, il primo ministro israeliano ha creato un caso che potrebbe degenerare in un incidente diplomatico ma che nel frattempo è già una vicenda imbarazzante. Per tutti, soprattutto per Fiamma. Secondo Ha’aretz, il quotidiano della sinistra israeliana, Matteo Renzi avrebbe inviato a Bibi un “messaggio discreto”, proponendogli di “riconsiderare la nomina”. La ragione è il conflitto d’interessi – praticamente un armadio di conflitti d’interesse – che l’ambasciatore Nirenstein rappresenterebbe.

Per cominciare Fiamma che ha assunto la cittadinanza israeliana nel 2013, ha rappresentato a lungo gli elettori italiani. E nella sua carica di vice presidente della Commissione Esteri alla Camera conosceva alcuni segreti di stato. Fra l’altro il nuovo ambasciatore d’Israele, aggiunge Ha’aretz, “continuerebbe a percepire dal governo italiano la pensione maturata da ex parlamentare”.

Ma il più importante scontro fra interesse personale e pubblico è un altro. Il figlio di Fiamma Nirenstein è stato un consulente alla Farnesina, a stretto contatto con alcuni ministri degli Esteri; ora lavora in una posizione di rilievo nel Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza che controlla i servizi segreti. Israele è un paese amico ma non sempre il Mossad e la nostra intelligence hanno interessi e obiettivi convergenti. Utile per scoprirlo è l’essenziale lettura di “Mossad base Italia”, scritto da Eric Salerno (Saggiatore, 2010). Sarebbe piuttosto difficile accusare Eric di antisemitismo.

Come conflitto minore, potremmo anche aggiungere che Fiamma è tecnicamente una colona: vive nel quartiere di Gilo, nella parte di Gerusalemme che secondo il diritto e la comunità internazionale è oltre la frontiera del 1967, cioè nella Gerusalemme araba occupata da Israele. Il governo italiano non riconosce quell’occupazione. Recentemente il governo brasiliano ha rifiutato le credenziali a Dani Dayan, ex leader di Yesha, il movimento dei coloni, che Netanyahu aveva nominato ambasciatore a Brasilia.

Sempre secondo il resoconto di Ha’aretz, Matteo Renzi ha compiuto un passo molto discreto, senza l’intenzione di aprire un caso politico e diplomatico. Ma sia la Farnesina che il ministero della Difesa italiani hanno sottolineato con vigore l’inopportunità della scelta di Nirenstein per considerazioni di sicurezza nazionale: il figlio nel Copasir dovrebbe essere un ostacolo insormontabile.

Anche se qualcuno cercherà di buttarla in politica – destra contro sinistra, filo israeliani contro filo palestinesi, eccetera – l’opposizione a Fiamma Nirenstein è piuttosto orizzontale. Contro sono anche Ruth Dureghello, la presidente della potente comunità ebraica romana, e il rabbino capo Riccardo Di Segni. Ma anche a Gerusalemme potrebbero farsi avanti opposizioni di altissimo livello. Ha’arez ha scovato un articolo scritto da Fiamma Nirenstein nel 1996, poco dopo la prima vittoria elettorale di Bibi Netanyahu. “Un mostro vestito da first lady: la moglie del primo ministro è adatta al ruolo”. Il pezzo è un durissimo attacco alla moglie di Bibi, accusata di tentare un’imitazione puerile di Jacqueline Kennedy. Molti sostegono che Sara Netanyahu sia piuttosto vendicativa.

Come aveva detto anche al presidente israeliano Reuven Rivlin, venuto in visita a settembre, il rabbino Di Segni teme che la nomina di un ambasciatore così potrebbe ridare fiato alle polemiche sulla doppia lealtà degli ebrei italiani. La destra ideologica e quella sciovinista oggi è troppo impegnata con immigrati, musulmani e neri. Ma tutti sanno che come la droga e la prostituzione, l’antisemitismo non si esaurisce mai: rimane sempre sotto traccia, da qualche parte.

Naor Gilon, che presto tornerà in Israele, è un ambasciatore equilibrato e dalle eccellenti qualità diplomatiche. Chi la conosce – io credo di averla abbastanza conosciuta – e chi ha avuto a che fare con lei, sa che Fiamma è una polemista naturale e appassionata. Io trovo che avere una doppia cittadinanza e l’amore verso due patrie sia una fortuna, non un limite. Ma non credo che esercitare questa qualità occupando la carica di ambasciatore di uno dei due focolari, sia una scelta saggia.

Aggiungo che come le madri italiane, quelle israeliane sono piuttosto invadenti e protettive rispetto alla vita dei loro figli. Se Nirenstein è una vera ima, mammina in ebraico, sa che accettando l’incarico diplomatico mette a rischio la carriera di suo figlio.

Per tutta questa serie di ragioni, Fiamma, lascia stare: rimani libera di polemizzare, continuando a ripartire equamente e legittimamente il tuo amore per due paesi molto belli, pur con molti difetti.

 

 

 

Allego un articolo sull’Arabia Saudita uscito qualche giorno fa sul Sole 24 Ore.

 

https://www.facebook.com/ugo.tramballi.1/posts/827091260728265

  • carl |

    Beh, comincio a stancarmi di star diventando il solo pirla che lascia abitualemente un commento. Eppoi chissà se non si possa anche dire che :
    “Il commento logora chi lo fa…:O)”???
    Comunque sia ne lascio un altro avente comunque, indirettamente o di striscio, una qualche attinenza sia con il tema del blog che con l’area ove si reca spesso e volentieri il dott. Tramballi.
    Ho letto su Le Monde che la Francia (o chi per essa) ha organizzato una conferenza internazionale su Stato ebraico-Palestina per il 30 aprile p.v.
    I commenti sotto il relativo articolo al momento sono ben 66..Ne ho scelto uno “random”, ove un tale A.M. dice :
    ” A part l’Egypte et la Jordanie, quels sont les autres pays arabes *clefs* invités?Chaque chef d’Etat dans la region a d’autres chats a fouetter (ha ben altre gatte da pelare) et l’Etat hébreu n’est pas très motivé non plus. Les ennemis d’hier sont tous dans un état catastrophique(…) Comment le motiver? That is the question.
    Fin qui il commento desl succitato A.M.

  • carl |

    Constato il nuovo “look” assunto dal blog…
    Dott. Tramballi, una grafica “battagliera”..:o)
    Fa venire in mente il macello di Waterloo ma, a dire il vero, per il momento rimangono insuperati i macelli “stanziali” del conflitto 1914-18.. E pensare che, nel mentre avvenivano, gli “strateghi” con un’elevata attitudine al comando, trascorrevano il loro tempo in confortevoli alberghi nelle retrovie (a Vicenza ad es.).
    Ma per quanto attiene il Suo “pezzo” stavolta – più che su di una Fiamma in feluca hc – mi sento portato a trattare dei servizi.
    Lei, ad es. giustamente dice che “..non sempre il Mossad e l’intelligence nostrana hanno interessi ed obiettivi convergenti..”. E, a dire il vero, nemmeno il Mossad e l’intelligence statunitense (vedi il caso Pollard, che dovette averla fatta grossa per aver dovuto trascorrere così tanti anni nelle galere Usa, gestite privatamente dal “mercato”..:o).
    D’altra parte, come Lei dice, “…avere una doppia cittandinanza è una fortuna, non un limite..” E si sa che i lavoratori assunti (anche free-lance) dalle intelligence in genere, spesso (e non solo nei film) arrìvano ad avere anche più di due o tre passaporti…:o)
    Infine, rimanendo in tema, sono più che convinto che se qualcuno che conta (e si dice che anche nell’Italia nostra ci sia, o possa esserci, qualcuno che conta e che è più uguale del grosso della truppa No?) chiedesse a chi conta nelle agenzie dei “Five Eyes”(USA.UK,CAN,AUS, NZ) e/o nel Mossad potrebbe sicuramente ottenere anche quei”tabulati” telefonici riguardanti il povero ricercatore morto malamente e che l’Egitto non è disposto a dare per via del diritto alla privacy e della sua osservanza…
    Aggiungo, se bisogno ve ne fosse, che questo mio commento è tutt’altro che esauriente.

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