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Fiato alle bombe (nucleari)!

nuke
Notizie dai fronti nucleari: apparentemente buone da quello coreano, pessime dall’Iran. In Estremo Oriente si avvicina il vertice di Singapore fra Donald Trump e Kim Jon-un. Atmosfera quasi idilliaca: il capitalista americano sarebbe anche pronto a pagare il conto dell’albergo al confucio-comunista della Nord Corea (Singapore è la città-stato più cara del mondo). Il summit probabilmente non porterà a nulla di concreto ma se i neo-con dell’amministrazione di Washington non faranno altre stupide dichiarazioni, il processo diplomatico è in cammino.

Il fronte in Medio Oriente è un’altra storia. Gli stessi americani che vorrebbero pagare il conto ai coreani, continuano a essere fermamente decisi a farla pagare agli iraniani: sono usciti da un accordo di pace per entrare nell’ordine d’idee di cambiare il regime di Teheran. Come non fosse mai esistito il precedente iracheno.

Attorno alla questione nei due paesi si è subito creata una solida coalizione di falchi: l’amministrazione Trump a Washington con gli ayatollah e i pasdaran a Teheran. Prevedendo il fallimento dell’accordo internazionale per congelare il nucleare degli iraniani, questi ultimi hanno ricominciato a far girare le centrifughe della centrale di Natanz. Quando entreranno in vigore le nuove sanzioni annunciate da Trump, che colpiranno anche gli europei, gli iraniani riprenderanno la produzione di uranio arricchito: la pozione chimico-fisica per fare la Bomba.

Ma tutto questo è niente, solo un corollario delle spaventose notizie che vengono da Stati Uniti e Russia in tema di riarmo nucleare. Fermi! Non cambiate canale, stay tuned. So che la questione nucleare è apparentemente noiosa ed effettivamente complicata: trattati, acronimi, sistemi d’arma, diplomazia per iniziati e scienza da Nobel per la fisica. Quando ne scrivo su questo blog, i click crollano. Ma ci riguarda: il nucleare militare è la minaccia più reale alla nostra sopravvivenza. Se vi preoccupa la riforma pensionistica del nuovo governo italiano, che impoverirà  i nostri figli e i nostri nipoti, ricordatevi che gli arsenali atomici possono impedire ai nostri figli di raggiungere ogni età pensionabile. I nipoti non nasceranno mai.

Forse Trump e Kim si abbracceranno. Magari per un miracolo l’accordo sul nucleare iraniano sarà salvato. In ogni caso nel 2020, fra meno di due anni, scadrà il Nuovo START, il trattato sulla riduzione delle armi strategiche: sono scarse le possibilità che in questa geopolitica russi e americani decidano di rinnovarlo. Con la scadenza dello START le due superpotenze – e di conseguenza il modo intero – resteranno senza un qualsiasi accordo sulla riduzione delle armi nucleari.

Torneremo all’inizio della Guerra fredda, agli anni Cinquanta, quando Usa e Urss moltiplicavano ciecamente i loro arsenali in previsione di un inevitabile scontro mortale. Fu la crisi dei missili di Cuba, nel 1962, a risvegliare le due potenze dalla trance nucleare. Furono siglati i primi accordi, s’inaugurò la linea rossa per impedire incidenti e cattive interpretazioni. Fra alti e bassi russi e americani svilupparono il concetto della deterrenza creando trattati per limitare ogni tipo di armi e di ricerca nucleare: la deterrenza era fondata sulla consapevolezza della mutua distruzione. Ma ha funzionato.

E oggi? Siamo semplicemente tornati alla barbarie degli anni Cinquanta. Ma, ricorda in un articolo di Carnegie John Gower, ex ammiraglio della Royal Navy britannica ed esperto di armi nucleari, “oggi il mondo è evidentemente un luogo molto diverso”. Un mondo pieno di “politiche, posture, dottrine particolarmente pericolose; di dispiegamenti (di sistemi d’arma, n.d.r.) fondati sul postulato che i vecchi precetti rimangano verità nucleari durature”.

Invece no. Il fenomenale sviluppo di tecnologie, la creazione di bombe a basso potenziale, le nuove dottrine aggressive – le posture –, la corsa al riarmo e l’assenza di  trattati in vigore sul controllo degli arsenali, più una geopolitica sempre meno controllabile dalla diplomazia, stanno abbattendo il tabù sull’uso di armi nucleari. In Corea e in Iran, qualsiasi cosa accada, si sta solo scherzando.

 

http://www.ispionline.it/it/slownews-ispi

 

Allego un commento sulle relazioni italo-russe e le sanzioni, e su Trump al G7, usciti in questi giorni sul sito del Sole 24 Ore.

 

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-06-05/una-buona-giornata-putin-e-sua-visione-mondo-194235.shtml?uuid=AEkHb30E&fromSearch

 

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-06-09/se-avversario-occidente-siede-casa-bianca-155232.shtml?uuid=AEhqfW3E

 

  • carl |

    Non ci riesco proprio..Non posso esimermi dall’aggiungere l’argomento risolutivo..! Quello attribuibile ad un altro defunto e cioè il Sieur de Lapalisse (o alle di lui fanterie..:o) e cioè che “Ma nessuno vuole/vorrà dar fiato alle bombe !”
    In tutto e per tutto come nel 1939…

  • carl |

    Il meeting di Signapore? “Miraculamentum!” Immagino che – se non avesse traghettato l’Acheronte – esclamerebbe quel personaggio così giullaresco e “picaro” che, sul proscenio, fu D.Fo.
    Che quello di Singapore sia paragonabile a quello di Reikyavik, tra il presidente-attore Reagan e colui che avrebbe finito per essere chiamato Gorby..? Non credo ed in primis perchè i due Paesi rappresentati dai due suddetti personaggi convennero soltanto di ridurre il numero delle rispettive testate nucleari, ecc.
    D’altra parte, convengo pienamente con Lei sul fatto che il “nucleare bellico” rappresenti la minaccia più reale per l’umanità..Anche personalmente l’avrei definita quella più veloce/immediata.. Infatti in uno scontro immane senza limiti e con l’uso delle panoplie nucleari oliate.. Ebbene esso avrebbe – letteralmente “dalla sera alla mattina” – effetti difficilissimamente immaginabili dal 99,5-99.9 % delle persone…
    Ma lo stesso potrebbe dirsi, nel caso di un uso limitato dell’arma nucleare, per qualsiasi area circoscritta, nuclearmente presa di mira e colpita. E così dicendo penso al caso che, al tempo presente, ha maggiori possibilità di verificarsi e cioè quello dell’Iran.. Non ultimo, purtroppo, perchè si può/certuni possono ritenere che l’insieme dei problemi sul tappeto (in occidente e nel mondo) specie quelli di natura economici e finanziaria siano talmente gravi e pure serie (cioè non solo irrisolti ma anche suscettibili di un ulteriore aggravamento per mancanza di regole ed istituzioni internazionali adeguate e competenti..) da assorbire pressocchè totalmente l’attenzione e gli interessi delle cosiddette opinioni pubbliche e dunque tali da indurle a disinteressarsi di un eventuale rottura del tabù creatosi (di fatto) dopo Hiroshima e Nagasaki… E pronte ad “inghiottire il rospo”, almeno nell’immediato..
    E qui anche stavolta mi devo autofermare…

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