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Economia palestinese e facce di bronzo

Checkpoint-strip“La crisi fiscale è acuta perché gran parte dell’economia della Cisgiordania ancora dipende dal settore pubblico e dai progetti infrastrutturali, entrambi pesantemente finanziati dall’aiuto internazionale. E’ un segno allarmante riguardo alla stabilità dell’economia palestinese”. Il tono, da ufficio studi della Banca Mondiale, mostra una misurata inquietudine.

 Questa lodevole preoccupazione per i destini della Palestina è in realtà la preoccupazione del coccodrillo per la sua vittima. E’ il documento che il ministero degli Esteri israeliano ha inviato a Bruxelles, all’ultimo incontro delle organizzazioni internazionali e dei Paesi donatori dell’Autorità palestinese. Avigdor Lieberman, il punto più basso nel governo israeliano mai raggiunto nella storia, si lagna per una situazione insostenibile. Caspita – dice in sostanza il ministro degli Esteri – In Palestina non si è sviluppata un’impresa privata florida e sana. Nell’epoca della globalizzazione c’è solo economia pubblica, parassitaria perché dipendente dall’aiuto internazionale, e piuttosto corrotta.

  Come se di questa vicenda Israele fosse il Lussemburgo: un osservatore lontano. Come fa un’entità a malapena geografica, a sviluppare un’economia privata quando non ha frontiere né controlla i suoi dazi ma vive nell’incertezza esistenziale? Come fa un imprenditore palestinese a sapere se e quando esportare la sua produzione, se gli israeliani chiudono e aprono arbitrariamente i loro posti di blocco; controllano, manomettono e spesso congelano per giorni e giorni qualsiasi cosa sia palestinese?

   Israele se la prende con i donatori internazionali che a causa della crisi globale hanno ridotto l’aiuto. Ma finge d’ignorare di essere il solo occupante al mondo che in 45 anni di occupazione non ha mai speso uno shekel per gli occupanti. Se la prende con l’incapacità palestinese di fare economia e intanto ne sfrutta le risorse. Le Nazioni Unite hanno appena accusato i coloni di aver sottratto ai palestinesi altre 56 fonti idriche, molte delle quali su terreni privati arabi. Ma, come è noto, l’Onu è solo un covo di antisemiti: anche se in Cisgiordania i palestinesi hanno a disposizione una percentuale procapite di acqua potabile fra le più basse del mondo, mentre le colonie hanno le piscine.

  Il ministero degli Esteri israeliano ha un obiettivo che nemmeno nasconde. Anzi, dichiara: “Questo dimostra la necessità di ulteriori riforme perché l’Autorità palestinese raggiunga gli standard di uno Stato funzionante”. Un’economia così, non può sostenere uno Stato indipendente. Dunque niente Palestina indipendente. Possiamo chiamare tutto questo comportamento da facce di bronzo senza essere accusati come l’Onu di antisemitismo? Riguardo alle fonti, il coordinatore di una colonia spiega così il loro furto: “Gli ebre amano coltivare le cose e renderle belle. I palestinesi interpretano questo come una dichiarazione di proprietà della terra ed è per questo che bruciano e distruggono le cose”. Non è anche questo antisemitismo?

  Se il problema fosse la corruzione, molti Paesi latino americani e probabilmente neanche l’Italia repubblicana avrebbero diritto di esistere. Se il problema è la sicurezza, le centinaia di razzi che la Jihad islamica ha da poco lanciato su Israele, il terrorismo che si riorganizza nel Sinai o la tragedia di Tolosa, non è giusto scaricare tutto questo sull’Autorità palestinese in Cisgordania. E’ un’altra storia. Quelli di Cisgiordania sono i palestinesi del compromesso; quelli che in tutto il mondo, tranne che in Israele, sono riconosciuti come i migliori partner possibili per un accordo di pace. Invece vengono volutamente trattati come quelli di Hamas a Gaza. Anzi: nemici anche più pericolosi perché la loro arma disarmante è il compromesso e non il terrorismo.

Commenti

Gli articoli di Tramballi sono spesso un'ottima introduzione per chi ignora del tutto il carattere colonial-razzista del dominio israeliano sui Territori Occupati. Questo di oggi non fa eccezione anche nel fatto, però, di contenere, in caudam, conclusioni piuttosto sorprendenti: in Cisgiordania i palestinesi 'buoni', a Gaza quelli 'cattivi'.

Circa i fatti (la 'sicurezza') accennati, si può sommessamente ricordare che i razzetti lanciati da Gaza recentemente sono stati la risposta, (neanche di Hamas peraltro) poco più che simbolica, all'ennesimo assassinio mirato di un leader della Jihad appena rilasciato e che, in seguito, sono morti oltre 25 palestinesi, anche civili ? Probabilmente il governo sionista con l'assassinio mirato e la inevitabile, sostanzialmente innocua 'rappresaglia' voleva solo testare l'efficacia del sistema Iron Dome, come parte di uno scenario iraniano.

A Gaza, è vero, non ci sono più coloni violenti e razzisti ma c'é, oltre all'Israeli Air Force, una spietata guerra economica che impedisce ai palestinesi anche di pescare liberamente nella loro striscia di mare. I diritti doganali che Israele trattiene a suo piacimento riguardano l'intera Palestina. Portando all'estremo il ragionamento, come (ne sono certo) Tramballi non farebbe, parrrebbe che la politica su Gaza fosse quasi più giustificabile di quella in CisGiordania. Come se gli israeliani 'duri ma giusti' avessero un intento puramente retributivo e declinassero la loro strategia in ragione dei comportamenti dei palestinesi.

Ma, soprattutto: perché mai Israele dovrebbe fare distinzioni tra gli uni e gli altri quando: a) non ha alcuna intenzione di 'fare la pace' se può (credere di) prendersi l'intera posta e, b) l'unico palestinese veramente 'buono', oltre a quello morto (ieri, 'giornata della Terra', hanno sparato ad altezza d'uomo contro manifestanti disarmati che, sfuggiti ai posti di blocco di Hamas, si erano avvicinati al confine) è quello costretto a lasciare terre e proprietà, divinamente e inderogabilmente rogitate ad Eretz Israel millenni or sono ?

10 Domande sullo "stato palestinese"

1 Quando è stato fondato lo "stato palestinese" e da chi?
2 Quali erano i suoi confini?
3 Quale era la sua capitale?
4 Quali erano le sue maggiori città?
5 Sapreste indicare un leader palestinese prima di Arafat?
6 Quale è la lingua dello "stato palestinese"?
7 Quale era la religione prevalente nell' "antico stato palestinese"?
8 Quale è la valuta ufficiale dello "stato palestinese"?
9 Scegliendo una qualsiasi data del passato, qual'era il tasso di cambio della "moneta palestinese" nei confronti di Dollaro, Sterlina, Marco, Yen, Yuan?
10 Se oggi non esiste uno "stato palestinese", cosa ne avrebbe causato la fine? e quando serebbe accaduto?
11 Perchè il "popolo palestinese" non ha mai cercato l'indipendenza prima della devastante sconfitta subita dagli stati arabi invasori nella Guerra dei Sei Giorni del 1967?

Una possibile risposta:

"Fra giordani, palestinesi, siriani e libanesi non ci sono differenze . Siamo tutti parte di un solo popolo, il popolo arabo. Guardi, i miei familiari hanno cittadinanza palestinese, libanese, giordana e siriana. Siamo un solo popolo. Solo per ragioni politiche sottoliniamo accuratamente la nostra identità palestinese. Per gli arabi l'esistenza dei palestinesi ha importanza nazionale al fine di incoraggiarsi contro il sionismo. Sì, l'esistenza di un'identità palestinese separata serve solo per ragioni tattiche. La fondazione di uno stato palestinese è un nuovo strumento per continuare la lotta contro Israele e sostenere l'unità araba." - 31 marzo 1977, da un intervista al quotidiano olandese Trouw rilasciata da Zuheir Muhsin, comandante militare dell'OLP dal 1971 al 1979.
http://en.wikipedia.org/wiki/Zuheir_Mohsen#cite_note-4

Caro Tramballi, da qualche parte è scritto che non c'è pace senza giustizia e non c'è giustizia senza verità. Coloro che oggi sono comunemente denominati palestinesi sono sì delle vittime, ma vittìme in primo luogo della politica delle leadership arabe a cui serviva un nemico per giustificare la propria esistenza e in secondo luogo delle proprie stesse dissenate scelte, ininterrottamente e coerentemente le stesse dagli anni '20 dello scorso secolo a oggi.
Codesta tua narrativa ignora volutamente gran parte dei problemi attuali e della loro origine al fine di additare il colpevole universale di sempre. Essa non aiuta la pace ma bensì alimenta il conflitto. Intendiamoci, è una scelta legittima e possibile, occorre chiamarla però col proprio nome. Qualunque esso sia, senz'altro non è pacifismo.

il problema è che il signor Tramballi, come tanti, trascura fondamentalmente una cosa, che l'ANP non è composta da "angeli" pronti a fare la pace con Israele. Che l'ANP non vuole negoziare nulla, se non alle sue condizioni, insostenibili per la sicurezza dell'area. Che l'ANP continua pervicacemente a indottrinare all'odio per gli ebrei e per Israele le nuove generazioni attraverso programmi scolastici e testi didattici finanziati anche con i soldi dell'Unione Europea. Che l'ANP persiste, senza ritegno, a celebrare e venerare i terroristi del passato (ma anche del presente) dedicandogli piazze ed eventi sportivi, in spregio anche alle risoluzioni dell'Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che non chiedevano solo a Israele di ritirarsi dai territori ma chiedevano anche ai palestinesi qualcosa, ovvero rinunciare alla violenza e al terrorismo. Riguardo quest'ultimo, la difficoltà maggiore per l'ANP è comunque distanziarsi da esso. Se lo fa è per via della barriera difensiva costruita dagli israeliani o per convenienza politica, ma se educhi all'odio i giovani, prima o poi questo riappare. Per tutto il resto, signor Tramballi, mi spiace ma non ci siamo: ha pienamente ragione Lieberman, i palestinesi sono il popolo più aiutato del pianeta (meno dai loro fratelli arabi, as usual). Sarebbe ora smettessero di imboscare denaro e che cominciassero a costruire infrastrutture e le fondamenta di uno Stato, invece di frignare o di addossare sempre e solo le responsabilità del loro fallimento allo stato ebraico.

. L'articolo in questione conferma quanto è sotto gli occhi di tutti. Amira Hass
La posizione di Israele nella sua relazione periodica ai donatori dell'Autorità palestinese, ricorda il caso di un ragazzo che uccide i suoi genitori e poi chiede una pensione di orfano. Israele descrive le carenze dell'economia palestinese come se l'occupazione colonialista non fosse la causa principale di ciò.
Gli autori della relazione affermano che la dipendenza dell'Autorità palestinese dall'aiuto straniero non diminuirà nei prossimi anni. In tal modo, essi stanno mostrando mancanza di rispetto per l'intelligenza dei rappresentanti dei paesi donatori . Chi meglio di questi delegati conosce il favore che stanno facendo ad Israele, fornendo massicci aiuti ai palestinesi? I contribuenti di tutto il mondo sono quelli che stanno alleviando Israele dei suoi obblighi come potenza occupante . Si scopre che è più facile finanziare l'occupazione piuttosto che costringere Israele a porre fine ad essa. continua quihttp://www.haaretz.com/opinion/ignoring-israel-s-complete-domination-1.420709

2 in quanto ai territori che non esistono ecc..altro buon articolo qui capita che altri abbiano vedute diverse anche nella Settimana Santa http://www.haaretz.com/opinion/un-probe-must-take-west-bank-out-of-israeli-hands-1.421844

Amira Hass scrive su Haaretz, che è un quotidiano di estrema sinistra, già finito nei guai per problemi vari, fra i quali un palese tantativo di coprire una soldatessa che fornì informazioni militari a media stranieri. Rappresenta una minoranza della minoranza della sinistra israeliana, e non di certo la maggior parte degli israeliani. E' il quotidiano meno venduto in Israele (a rischio fallimento), seguito solo nella sua versione on line da tutto il mondo per le sue evidenti posizioni anti israeliane. Insomma stai postando links di opinioni di post sionisti di estrema sinistra, spesso divulgatori di propaganda islamista. Un gioco inutile, sono opinioni, non la realtà.

Haaretz è un quotidiano liberale ,non certo di estrema sinistra. I dati sono documentati e non vedo che cosa ci sia di sovversivo nell'analisi. Molto semplicemente il capitalismo è retto dalla libertà di movimento e di circolazione delle merci. così come è un dato innegabile che i donatori finanziano l'occupazione . Questo è un favore per Israele che in caso contrario dovrebbe occuparsi della questione. Specifico che anche la Banca Mondiale concorda con questa analisi. Quindi come vede non c'è nulla da aggiungere

Immagino che anche Carlo Strenger sia per lei un sovversivo e così Grossman visto che affermano entrambi che è Israele a non volere la pace. In quanto al Muro nulla vieta di costruirlo entro la linea verde del 1967, ma si dà il caso che sia funzionale a isolare villaggi, erodere terreno a tutto vantaggio dei settler e della speculazione edilizia. in sintesi ancora non è stato inventato un capitalismo da economia "chiusa".

Il quadro macroeconomico nel primo semestre del 2011 e' stato caratterizzato da una contrazione del sostegno finanziario proveniente dalla comunita' dei Paesi donatori e da un rallentamento della crescita economica. Considerati congiuntamente, questi due fattori hanno determinato una grave crisi fiscale nei Territori palestinesi. L'ANP e' stata quindi costretta a contrarre debiti con le banche locali per continuare a corrispondere sia i pagamenti dovuti ai creditori sia gli stipendi pubblici. Nel tentativo di affrancarsi dalla dipendenza dagli aiuti finanziari internazionali l'ANP ha quindi anche tagliato le spese correnti non legate al pagamento dei salari pubblici. Tali misure non hanno peraltro potuto scongiurare la crisi economica che invece si e' acuita anche a causa dell'abbassamento delle aspettative di crescita sostenibile da parte dei palestinesi. In aggiunta, non essendo state adottate da parte israeliana ulteriori misure volte a ridurre le restrizioni al movimento di beni e persone soprattutto in Cisgiordania, il settore privato nella Westbank ne ha fortemente risentito,....e ha confermato che le restrizioni al movimento e all'accesso imposti da Israele sui Territori costituiscono il principale ostacolo alla crescita economica palestinese
Relazione Banca Mondiale

2 Senza ,per carità, polemica: i palestinesi sono terroristi quando fa comodo, non lo sono più quando lavorano come manodopera a basso prezzo nelle colonie e in Israele ecc...

Haaretz liberal? Soprassediamo... che Strenger e Grossman dicano che è Israele a non volere la pace non cambia la realtà delle cose, che ovviamente non è certo quella propugnata dal loro punto di vista. Fortunatamente Israele concede anche il dissenso e la libera circolazione di idee, non si può dire ugualmente di Gaza e Cisgiordania, come saprai benissimo. Ma veniamo al merito della questione: innazitutto la pace bisogna farla in due, e sinceramente il costante rifiuto dei palestinesi a qualsiasi accordo proposto negli ultimi decenni la dice lunga su chi veramente è contrario alla pace. Per quanto riguarda il resto, continuare ad ignorare la storia e gli eventi accaduti nell'area e che hanno portato a questa situazione non aiuta certo a dipanare la matassa del conflitto arabo israeliano. Non saremo certo noi a convincerli a fare la pace, ma omettere sistematicamente che la sicurezza dello stato ebraico non è secondaria al mantenimento della pace non fa certo onore. La barriera di spearazione ha ridotto del 98 per cento gli attentati terroristici, ed il suo percorso è stato modificato più volte per volere dell'Alta Corte israeliana, alla quale si possono rivolgere i palestinesi quando non considerano giusto il delimitarsi della barriera. Dobbiamo dirla tutta, non solo quello che conviene a chi considera solo una parte. L'ultima tua affermazione è francamente un po' sopra le righe, in quanto chi lavora nelle "colonie" se non commette reati o atti di terrorismo nei confronti dei civili può continuare a farlo. Piuttosto dovresti considerare che l'ANP propone la pena di morte per chi vende terre agli ebrei. E non solo ovviamente. Se questa è pace, auguri a tutti.

Amigos! Peace & Love.. Make love (o a barbecue..) not war..ecc.ecc.
Mai visti tanti commenti..Tramballi ha proprio voluto gettare un altro sasso nello stagno.
A sommesso parere dello scrivente, la faccenda mediorientale è purtroppo sempre più intricata anzichè intravedere qualcuno che (come Rabin, ad esempio.. Ma che non faccia la Sua fine?)seriamente cerchi di scioglierne i nodi..Azzardare qualche proposta su di un problema così corposo in uno spazio angusto come questo, sarebbe proprio da "sprovveduti"e porterebbe acqua, o sarebbe sfruttato, da furbi e dalle facce di bronzo cui accenna Tramballi. Certo, speriamo che i nodi non continuino ad essere invece tagliati a colpi di spada perchè non è detto che una politica del genere risulti sempre "vincente e/o lucrosa".Può finire a schifio per tanti, se non per tutti.Uno Stato Palestinese? Purtroppo non sarebbe finita, perchè sarebbe uno scherzetto da Halloween mandarlo eco-finanziariamente in crisi (con tutte le accuse e le "plot theories" che ne deriverebbero..) Del resto di recente non è successo perfino a degli Stati grandi e grossi, dotati di una moneta grande e grossa..???

Haaretz liberal? Soprassediamo...
1 forse è meglio visto che non c'entra nulla con l'estrema sinistra

2 che Strenger e Grossman dicano che è Israele a non volere la pace non cambia la realtà delle cose, che ovviamente non è certo quella propugnata dal loro punto di vista. Fortunatamente Israele concede anche il dissenso e la libera circolazione di idee, non si può dire ugualmente di Gaza e Cisgiordania, come saprai benissimo.


perfettamente d'accordo,ma si dà il caso che il loro punto di riferimento siano i documenti "illegalmente" resi pubblici
http://www.haaretz.com/blogs/strenger-than-fiction/al-jazeera-leaks-who-are-the-winners-and-losers-1.339808

3 Ma veniamo al merito della questione: innazitutto la pace bisogna farla in due, e sinceramente il costante rifiuto dei palestinesi a qualsiasi accordo proposto negli ultimi decenni la dice lunga su chi veramente è contrario alla pace.

veramente su questo ci sarebbe parecchio da discutere cominciando dallo sbandierato piano Olmert, ormai ampiamente "dissacrato" e con un Israele che imperterrita continua a costruire case, insediamenti e a chiudere un occhio davanti ad ogni abuso. Il Piano arabo avrebbe risolto parecchio, ma non è stato neanche preso in considerazione. Le posso postare il grafico della crescita delle colonie da oslo in poi

4 Per quanto riguarda il resto, continuare ad ignorare la storia e gli eventi accaduti nell'area e che hanno portato a questa situazione non aiuta certo a dipanare la matassa del conflitto arabo israeliano. Non saremo certo noi a convincerli a fare la pace, ma omettere sistematicamente che la sicurezza dello stato ebraico non è secondaria al mantenimento della pace non fa certo onore. La barriera di spearazione ha ridotto del 98 per cento gli attentati terroristici, ed il suo percorso è stato modificato più volte per volere dell'Alta Corte israeliana, alla quale si possono rivolgere i palestinesi quando non considerano giusto il delimitarsi della barriera.


a9 Ripeto a) entro il 67 legittimo b) non esiste una documentazione seria che affermi quantitativamente e oggettivamente i tentativi di terrorismo posti in atto. c) )si dà il caso che palestinesi e organizzazioni israeliane abbiano scelto la lotta non violenta come modalità di azione d)) il Muro della Follia scritto da israeliani non di sinistra confermano che il Muro fu voluto dasettolri dell'edilizia per superare la crisi e soprattutto è nato per erodere territori. Basta vedere la mappa

6Dobbiamo dirla tutta, non solo quello che conviene a chi considera solo una parte. L'ultima tua affermazione è francamente un po' sopra le righe, in quanto chi lavora nelle "colonie" se non commette reati o atti di terrorismo nei confronti dei civili può continuare a farlo. Piuttosto dovresti considerare che l'ANP propone la pena di morte per chi vende terre agli ebrei. E non solo ovviamente. Se questa è pace, auguri a tutti.

Quindi non tutti i palestinesi sono terroristi, quindi il Muro a che serve visto che elementi pericolosi sono facilmente "osservabili " In quanto alla pena di morte non mi risulta che l'ANP abbia mai applicato la pena di morte e perchè dovrebbe vendere agli ebrei se ai settler è legalmente o no concesso usufruirne? Soprattutto il governo non ne ha mai fatto cenno e sicuramente non si sarebbe lasciato sfuggire un'occasione del genere nè all'ONU nè all'Aipac

Non mi pare che Tramballi abbia gettato un sasso nello stagno: ha fatto sa solita figura dell'incompetente assoluto. Quello che mi scoccia è che l'editoria è assistita, che la Confindustria è assistita, che tutto questo non risponde a nessuna logica di informazione ma di condizionamento dell'opinione pubblica e che il contribuente paga non per essere informato ma perché assoluti incompetenti possano andare in giro a dire di fare i giornalisti (che è sempre meglio che lavorare).

e da dove emerge tutto questo?

il giudeo vanni continua a imperversare su ogni blog con le medesime frasi, i medesimi ragionamenti da razzista quale lui è, insieme a tutti i sionisti come lui, è possibile bannarlo una volta per tutte ?
Al contrario, mi complimento ancora una volta con Almanzor

mi domando se vanni è pagato dal Mossad per infiltrarsi dovunque...cercate nei vari blog e troverete le medesime argomentazioni..

lavinia, solamente la sua assurda asserzione "non esiste una documentazione seria che affermi quantitativamente e oggettivamente i tentativi di terrorismo posti in atto" denota due cose: o che lei è palesemente in malafede, o che vive in un mondo tutto suo dove i palestinesi sono poveri lanciatori di sassi e non hanno mai provocato nessun attentato terroristico (sono migliaia i civili uccisi dal terrorismo di matrice palestinese). Se queste sono le basi per una seria discussione sull'argomento mi spiace, lei non è adatta. Ai due "buontemponi" qui sopra dico solo una cosa: si rassegnino, fino a prova contraria siamo ancora in democrazia, se il Sole 24ore dà la possibilità di commentare e i commenti si svolgono in maniera civile e senza insulti non vedo proprio perchè un utente debba essere bannato. Oppure la libertà di parola vale solo se si esprimono concetti e opinioni gradite?

volevo dire al "buontempone" qui sopra. Lavinia inoltre agiungo che Haaretz non è la Bibbia o Vangelo o Corano, è un quotidiano di estrema sinistra (lei lo chiama liberal faccia come crede) che ha posizioni estreme e post sioniste. Strenger, Hass, Levy e altri ancora filtrano le loro informazioni secondo il loro punto di vista. Si svegli, ci sono anche altri media titolati in Israele, inizia a essere sospetto il suo costante riferimento al famoso quotidiano arabo scritto in ebraico. Ma poi ho capito chi è lei, avemmo già una discussione. Lei è quella dei links, dei video da You Tube, delle prove inconfutabili... in realtà ricordo bene, finì nel nulla, di links e di video ce ne sono per tutti i gusti e in internet si trova tutto e il contrario di tutto. Pensi, ci si trova anche Haaretz! La saluto, non perdo ulteriore prezioso tempo con lei.

10 Risposte sullo "stato palestinese"

1 Quando è stato fondato lo "stato palestinese" e da chi?
Stato è un concetto importato e imposto nella regione da esterni.
2 Quali erano i suoi confini?
Lo stesso vale per i confini.
3 Quale era la sua capitale?
"Aasima", ovvero "capitale" in arabo, è un termine di recente introduzione da un punto di vista politico. è un termine che non aveva alcun significato in Palestina così come nel mondo arabo
4 Quali erano le sue maggiori città?
L'elenco sarebbe lunghissimo. Tre tra migliaia: Nablus, Ramle, Akka
5 Sapreste indicare un leader palestinese prima di Arafat?
Khalil Sakakini: anche qui ne dico uno perchè ne ha chiesto uno
6 Quale è la lingua dello "stato palestinese"?
E' l'arabo, dialetto palestiniese. In realtà in Palestina ci sono 56 dialetti che cambiano di poco da villaggio a villaggio
7 Quale era la religione prevalente nell' "antico stato palestinese"?
In Arz-i Filastin la maggioranza era musulmana sunnita ma c'era anche un'importante percentuale di palestinesi cristiani
8 Quale è la valuta ufficiale dello "stato palestinese"?
Lo shekel, anche a Gaza, i.e. la moneta dell'occupante.
9 Scegliendo una qualsiasi data del passato, qual'era il tasso di cambio della "moneta palestinese" nei confronti di Dollaro, Sterlina, Marco, Yen, Yuan?
Domanda che non merita risposta
10 Se oggi non esiste uno "stato palestinese", cosa ne avrebbe causato la fine? e quando serebbe accaduto?
Idem
11 Perchè il "popolo palestinese" non ha mai cercato l'indipendenza prima della devastante sconfitta subita dagli stati arabi invasori nella Guerra dei Sei Giorni del 1967?
Si sbaglia:
"People were demanding their independence during the years of Jordanian rule. The Fatah Party (founded in 1959) advocated Jordanian withdrawal from the West Bank, building on popular Palestinian sentiment of the day. Hostile sentiment against the Jordanian government did not subside with the Israeli occupation of the West Bank – in fact, it escalated to the point where King Hussein declared martial law, and Fatah fighters and other Palestinian militias were actually fighting against the Jordanian army.
The political philosophy of pan-Arabism promotes an Arab unity that transcends national boundaries, and there are some Palestinians today who subscribe to that ideal, although it is no longer as popular as it once was. But people who advance this philosophy in support of Israeli policy towards the Palestinians are completely missing the point. One, it doesn’t negate cultural, linguistic, and social differences between regions (and only some pan-Arabists believe in the erasure of distinct states and borders). There is a culture and a dialect that is distinctly Palestinian, as is evident from the language, the folk songs, the literature, etc. Pan-Arabism emphasises unity, but unity is not the same as being identical".

sì rosi Kappa puoi girare la frittata quanti ti pare, ma non era uno Stato, non era una Nazione (tantomeno popolo) e quindi decade completamente anche la definizione di "territori occupati". Al massimo li possiamo definire contesi in via di assegnazione susseguente a precisi accordi fra le parti.

x Lorenzo,,veramente è lei che tira le conclusioni facendomi dire cose che non ho mai detto e tranciando giudizi. Mai detto che il terrorismo non sia esistito, mi sono limitata a precisare che il Muro entro il 1967 è legittimo, oltre no. Ho precisato che è funzonale alla speculazione edilizia, a erodere terre, a isolare villaggi. Tutto documentato e accertabile. Una sera discussione parte da elementi oggettiv

lavinia non giochi con le parole e non prenda in giro le persone; lei HA SCRITTO, nel post sopra, questa frase: "non esiste una documentazione seria che affermi quantitativamente e oggettivamente i tentativi di terrorismo posti in atto". Se voleva dire qualcos'altro, impari ad esprimersi meglio, o si prenda la responsabilità di quello che scrive. Per il resto ribadisco, le linee armistiziali del 1967 NON SONO confini e devono ancora essere definiti, quindi che ne dica Haaretz, che ne dica Strenger o Shauli Ariel, la barriera percorre un tracciato ritenuto valido epr al sicurezza dei civili siraelieni e dei principali insediamenti. La democrazia israeliana permette il ricorso all'Alta Corte. Period.

Sono territori occupati per l'intera comunità internazionale. Ciò che penso io o lei è irrilevante.
Si sbaglia, era una nazione. Ovviamente non pienamente sviluppata. Ovviamente "creata" come ogni nazione della storia (benedict anderson docet). Ma se, solo per fare un esempio tra tanti, nel 1600 al din al ramli (nato e cresciuto a ramle, come mostra il suo cognome) scriveva in modo sistematico "filastin biladuna" ("palestina nostro paese") vuol dire che c'era una più o meno chiara percezione.
difendere israele non deve passare attraverso la negazione dell'altro: non è solo ingiusto e storicamente scorretto, ma anche moralmente reprensibile

Certo confermo il dato infatti si riferisce al 98% di attentati evitati, sono anni che questo dato gira senza uno straccio di prova. documentata seriamente e ha assunto il valore della leggenda metropolitana. Forse non le è chiaro che posso accettare il Muro ento i confini del 1967, qualunque altro percorso rientra nella tipologia già definita. e del resto lei stesso conferma visto che parla di insediamenti. In quanto all'Alta Corte aveva dichiarato illegittimo un tratto di Muro, mai ascoltata nè dal Governo nè dall'IDF

moralmente reprensibile è anche considerare un concetto di nazione quando non c'è, non c'è un governo, non c'è un'autorità. Si sbaglia lei: lei fa diventare una nazione un'area mai auto controllata e sempre in balia di regnanti o amministratori esterni (ieri gli ottomani, poi gli inglesi). Il panarabismo non è certo da considerare valido ai fini del diritto internazionale. Si ripassi la definizione giuridica di Stato, invece di cianciare di cose che evidentemente conosce poco. Per il resto, la convenzione di ginevra parla molto chiaro: territori occupati, secondo la Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, sono quei territori appartenenti o rivendicati da uno Stato sovrano e occupati mediante un’azione militare. Tuttavia la Cisgiordania e Gaza non appartengono e non sono rivendicati da nessuno Stato sovrano. In particolare i territori della Cisgiordania sono stati occupati dalla Giordania dal 1948 al 1967 (e annessi alla Giordania dal 1950) e da Israele dal 1967 in poi. La Giordania ha rinunciato a ogni rivendicazione sulla Cisgiordania annunciando il dissolvimento di ogni legame amministrativo e legale in data 31 luglio 1988. Pertanto tali territori, che non appartengono giuridicamente a nessuno stato sovrano, sono territori contesi sotto amministrazione israeliana e in attesa di destinazione, da definire con un trattato internazionale; quindi non ricadono nella definizione di territori occupati.

i di recinzioni e muri di cemento solo per doverli distruggerli in un futuro più o meno prossimo ""Tutti associano il muro di separazione agli attentati suicidi del 2002 , ma è necessario ricordare che in quel periodo eravamo in piena recessione e importanti uomini di affari avevano avvisato Sharron che senza un recinto di separazione l'economia israeliana sarebbe peggiorata. DOPO , sei anni, si può chiaramente vedere che,il percorso del Muro non corrisponde a esigenze di sicurezza, ma politiche: stabilire confini definitivi annettendo più territori possibili a est della linea verde. La spesa sostenuta per erigere la barriera tè di circa NSI 7.5-10 miliardi di euro. Si deve tenere presente che la lunghezza della linea verde è di 313 km, mentre il tracciato copre 790 km ,finora sono stati costruiti solo 460 chilometri.Dato che il costo di costruzione di un km del muro è NSI 12 milioni di euro, il completamento di questa infrastruttura costerebbe circa 5,7 miliardi di NIS.,la costruzione lungo la linea verde avrebbe garantito un risparmio di miliardi per il contribuente.Inoltre visto il costo alto che ciò richiederebbe non sono state preventivate risorse per costruzioni di controllo lungo la barriera, così un camion con una bomba ha raggiunto Tel Aviv da Qalqiliya un anno fa con una certa facilità. Altre volte il muro ha separato i palestinesi dai loro campi per creare zone industriali o edificare unità abitative (villaggi di Azun,e Nabi Elias , Tzofim) e l'alta Corte ne ha ingiunto lo smantellamento : costo circa 102 milioni di NISDopo Bil'in (settembre 2007) e Tzofim (maggio 2006), l'Alta corte ha stabilito lo smantellamento di una parte del muro a Menashe : nonostante le tre sentenze l'IDF scandalosamente non ha ancora eseguito quanto ingiunto La motivazione del ministero della Difesa: non ci sono soldi per farlo Per Arieli, " i responsabili di questo fallimento sono: Ariel Sharon,Shaul Mofaz, ministro della Difesa, e poi la IDF, che non ha lottato contro la politicizzazione del percorso. Oggi, il fallimento pesa sulle spalle di Olmert e Barak, e prima di loro di Amir Peretz, che negli ultimi anni non hanno fatto nulla per correggere gli errori dei loro predecessori, scegliendo invece di evitare ogni responsabilità ".Quando qualcuno perde, c'è sempre qualcuno che vince. Nel caso del muro di separazione, quelli che hanno beneficiato di più sono centinaia di imprese private. Infatti, il Ministero della difesa ha appaltato 700 diversi fornitori: 60 uffici di pianificazione, 53 imprenditori, cinque costruttori di recinzione, 11 imprese di sicurezza, e 34 produttori di attrezzature elettroniche per la sorveglianza
dal Muro della Follia diShaul Ariel"Homa v'mehdal

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