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MbS, il lato oscuro della forza

</span></figure></a> Perché dovremmo occuparci di un dissidente saudita che entra in un consolato del suo paese e improvvisamente sparisce? E’ molto probabile che il soggetto dovesse essere rapito e riportato a Riyadh ed è anche probabile che qualcosa sia andata storta e che il dissidente sia morto. Ma come dice Donald Trump, la vittima era saudita ed è scomparsa nella sede diplomatica dell’Arabia Saudita a Istanbul, Turchia. Perché dovrebbe occuparsene l’America?
Perché dovremmo occuparci di un dissidente saudita che entra in un consolato del suo paese e improvvisamente sparisce? E’ molto probabile che il soggetto dovesse essere rapito e riportato a Riyadh ed è anche probabile che qualcosa sia andata storta e che il dissidente sia morto. Ma come dice Donald Trump, la vittima era saudita ed è scomparsa nella sede diplomatica dell’Arabia Saudita a Istanbul, Turchia. Perché dovrebbe occuparsene l’America?

Jamal Khashoggi, il giornalista e dissidente fatto sparire, era in esilio volontario negli Sati Uniti, dove era andato nella convinzione di essere protetto dal paese che dovrebbe essere faro delle libertà. Per il Washington Post Jamal scriveva analisi sul suo paese e l’intero Medio Oriente. Erano ovviamente critiche ma molto competenti ed equilibrate: un punto di riferimento per chiunque volesse capire quella regione.

La presa di distanze di Trump ricorda quando Matteo Salvini disse che il caso di Giulio Regeni in Egitto non riguardava l’Italia con la sua dignità e i suoi valori, ma la famiglia del giovane ucciso al Cairo. In altre prole, i nostri interessi economici ed energetici in quel paese valevano bene l’omicidio impunito di un giovane compatriota. Come Trump nel caso di Khashoggi: giornali e politici (anche repubblicani) gridavano allo scandalo per il comportamento di un paese alleato come l’Arabia Saudita, armato e protetto degli americani. Ma a Fox il presidente ricordava che il suo compito era preservare contratti da 100 miliardi di dollari in armi e tecnologie militari.

Per quanto disumana, l’obiezione non è priva di senso. Non credo che in nome di Khashoggi, Putin o i francesi rinuncerebbero a sostituirsi agli americani nel fare affari con i sauditi. Come nel caso di Eni e delle centinaia di aziende italiane che operano in Egitto, quando Giulio fu assassinato: non appena congelammo in segno di protesta i nostri rapporti economici, non solo russi e cinesi ma anche i cari fratelli europei tentarono di approfittarne, alla faccia dei comuni valori.

Eppure. Fra rompere accordi miliardari che producono lavoro e Pil, e permettere che un dittatore (egiziano o saudita) agisca come un Dart Fener, ci sono molti passaggi intermedi che possano garantire una modica quantità di giustizia senza minare la stabilità di quei paesi. Invece quello che è accaduto al Cairo e sta per accadere a Riyadh è il trionfo dell’impunità.

 

 

http://www.ispionline.it/it/slownews-ispi/

 

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    Such incidents affect not only the economic well-being of the state, but also the safety of the population. The consequences can be unpredictable.

  • GEB |

    Sempre equlibrato e condivisibile!!

  • carl |

    Questa settimana Lei giustamente punta il “faro” su quanto accaduto ad una singola persona in questo mondo in rotta verso gli 8 miliardi di individui, dei quali soltanto poco più della metà ca. è in condizione di mangiare e bere regolarmente, pagare energia, l’alloggio, i trasporti, ecc. mentre molti di meno hanno anche un sistema sanitario ed educativo all’altezza dei tempi e delle necessità lavorative..E molti, ma molti di meno (mi riferisco a noi occidentali) dispongono anche in abbondanza, e 24 ore su 24, di quei “circenses elettronici” citati nel recente discorso di Obama all’Università (dell’Ilinois mi sembra..). Infine, se spingiamo un tantino oltre questo embrione di analisi, arriviamo ai famosi 8 (otto) personaggi che, da soli, posseggono l’equivalente degli averi di cui dispongono 3.6 miliardi di persone…(citati nell’articolo su M.Yunus sul domenicale scorso).
    Quanto al Suo collega Kashoggi, quando ho appreso dell’ascolto/registrazioni, effettuate dall’esterno, di quel che accadeva all’interno dell’ambasciata saudita a Istanbul e dalle riprese video riguardanti la “squadra” di eliminatori specializzati in omicidi “giustificati” (ma pare che ogni Stato, anche “democratico”, ne abbia e/o ne “formi” per eventuali bisogne del genere) nonchè sul loro arrivo e partenza a bordo di un jet…Beh, ho pensato che la realtà può equivalere, e financo superare, taluni copioni di “fiction” ideati e sviluppati per questa o quella serie TV (tipo “24”, “J.Ryan”, “Deep State”, ecc.).
    Così è.

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